Articoli, post e aggiornamenti

Coronavirus e mutui. Cosa c'entrano? 🦠

Il 2019-nCOV, una nuova tipologia di virus della famiglia dei Coronaviridae, dalla fine dello scorso anno, per via della scia di infetti e decessi che si porta dietro (ma è bene sempre contestualizzare il tutto) sta causando paura, ansia ed eccessive paranoie..

Tra i risvolti, ce ne sono anche alcuni economici non indifferenti, come l'incidenza sui tassi dei mutui.

L'indice Eurirs attualizza i movimenti dei tassi di interesse europei ed i mutui che sono calcolati con uno spread applicato dalla banca sul tasso di riferimento, come conseguenza del virus, è calato di parecchi punti base.

Questo ha portato ha una riduzione degli interessi sui mutui e quindi rate più vantaggiose per chi stipula ne stipola uno o ne surroga uno esistente.

Boom di richieste per il TAX CREDIT CINEMA🎬

❔ Che cos'e.

La finanziaria 244/2007, ha introdotto un'agevolazione nota come Tax Credit cinema: si tratta di un credito d'imposta, per chi sostiene il settore cinematografico.

📝Come funziona.

Ai titolari di redditi d'impresa, persone fisiche e società, che investono nella produzione o distribuzione di opere cinematografiche made in Italy, viene riconosciuto un credito d'imposta fino al 40% dell'investimento (massimo 1.000.000 €) per compensare i debiti fiscali.

ℹ️ Alcune curiosità.

La manovra per il 2019 ha rifinanziato il fondo con 75 milioni di Euro ed è stata estesa l'agevolazione ai videoclip 📹. Negli ultimi 5 anni sono stati riconosciuti crediti per 355 milioni di Euro. Anche l'ultimo film di James Bond 🕵️ "No time to die" è stato girato con l'aiuto di questa agevolazione.

#taxcredit #leagevolazionichevorrei #itc


I primi effetti fiscali della Brexit in 3 punti veloci

I primi effetti fiscali della Brexit in 3 punti veloci 📌


Il 31.01.2020 è stata ufficializzata l'uscita del Regno Unito dall'Europa, tuttavia è stato previsto un periodo di transizione fino al 31.12.2020 e poi? Vediamo in questi brevi punti gli scenari.

➀ Dogane.

Il Regno Unito potrà continuare ad applicare le regole doganali UE fino alla fine del periodo transitorio, passato il quale dovrà predisporre nuovi accordi 👈

➁ IVA.

Sotto il profilo iva le operazioni che ad oggi sono considerate come INTRA, saranno trattate (salvo accordi) come cessioni all’esportazione e come importazioni. Ripercussioni si avranno anche per quanto riguarda i Gruppi IVA e le liquidazioni iva di gruppo, nonchè per i soggetti direttamente identificati ai fini IVA in Italia, che dovranno chiedere l’attribuzione di una nuova posizione a seguito della nomina obbligatoria di un rappresentante fiscale 👈

➂ Imposte dirette.

Dividendi interessi e royalties, mancando le esenzioni delle direttive europee, si applicheranno solo le ritenute ridotte previste dagli accordi contro le doppie imposizioni. Per i risparmiatori eliminazione ritenuta 26% alla fonte sui proventi che ora faranno reddito 👈

#brexitcountdown #godsavethequeen #UEornotUE #itc

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image

Redigere un business plan, sono sufficienti i numeri?

Cosa comporta la redazione di un business plan?

Spesso abbiamo sentito questa o altre frasi simili, ma come si contestualizzano, come si concretizzano?

Nessuno purtroppo, possiede una sfera di cristallo per sapere se le idee che gli imprenditori e manager hanno si trasformeranno in qualcosa di profittevole; spesso vengono smentite alla prova dei fatti da eventi non previsti o variabili non calcolate.

Redigere un piano aziendale, un business plan, è sicuramente una delle azioni fondamentali e necessarie che l'imprenditore deve fare per capire se e in che modo le sue strategie si trasformeranno in risultati concreti, che siano essi di profitto, di consolidamento o di immagine.

Si tratta del documento di programmazione per eccellenza, in cui il progetto viene sviscerato in ogni suo aspetto e sotto molteplici variabili, da quelle puramente economiche a quelle gestionali e finanziarie. Si deve poter trarre dal business plan, tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni, non solo per l'imprenditore o il manager, ma anche per gli stakeholders e gli shareholders. Devono esservi presenti aspetti qualitativi e quantitativi, informativi ed esplicativi.

Cerchiamo di capirci di più.

Si parte dall'esame dell'idea, della sua fattibilità considerando innanzitutto il profilo: i dati fondamentali dell'impresa, le sue caratteristiche e la sua struttura, l'obiettivo e la mission aziendale.

Successivamente si devono inserire informazioni più numeriche, riguardanti i dati economici e finanziari come:

• piano degli investimenti con l'indicazione degli investimenti che si intende fare;

• piano delle vendite con le previsioni di prezzi e quantità;

• piano degli acquisti e dei costi generali evidenziando così il fabbisogno per l'approvvigionamento delle merci o delle materie e dei costi totali dell'impresa, dal personale agli oneri di gestione;

• piano dei finanziamenti con cui si calcola il fabbisogno finanziario e le fonti di copertura includendo i piani di ammortamento, impieghi e fonti.


Con questi dati, si ha una panoramica sui flussi di cassa, sui valori della produzione ed andando più nello specifico si possono esaminare altri indici aziendali, tutto per avere uno sguardo analitico sulla fattibilità.

Buona norma, prevede che le analisi siano svolte per un periodo previsionale di almeno 5 anni inserendo nelle valutazioni, il maggior numero di variazioni e scenari che si possono verificare; per poter fare questo una buona lungimiranza dell'imprenditore e un attento studio del contesto socioeconomico e delle variabili ambientali risulta fondamentale.

Una volta dati in pasto ai nostri modelli di previsione tutti questi numeri e informazioni, abbiamo a disposizione, come output previsionale, il conto economico, lo stato patrimoniale, il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio, nonché l'analisi del punto di pareggio. Inseriti tali dati, il passaggio successivo è quello di considerare le imposte prospettiche dirette e indirette che a condizioni normali di esercizio si avranno anche in base al tipo societario scelto.

Tutto questo fornisce una panoramica efficace su quello che il progetto, può generare.

Ma non finisce qui!

Abbiamo considerato tutto quello che ci serve?

A prima vista sembrerebbe di sì, anzi, anche troppo! Invece quello che spesso si dimentica è l'analisi del contesto e dell'ambiente che si menzionava poco sopra. Per iniziare ad esaminarlo si devono portare a termine alcune analisi come quella di mercato come le sue caratteristiche (geografiche, demografiche etc...), della concorrenza (strutture, organizzazioni, prodotti).

Per provare a sintetizzare tutti questi dati ci viene in aiuto uno strumento chiamato analisi Swot (Strengths, Weakness, Opportunities, Threats) che tradotto misura i punti di Forza da potenziare o consolidare, di debolezza da eliminare o arginare, le opportunità da sfruttare e le minacce, ossia mitigare i rischi. Si tratta di un’analisi complessa e articolata che permette di mettere nero su bianco quello che troppo spesso rimane solo nella testa di chi gestisce l’azienda e confrontarsi con aspetti spesso sottovalutati.

Le fasi così come le abbiamo viste, non sono da intendersi come una rigida scaletta da seguire poiché a volte il tempo per reperire informazioni e le dinamiche di alcune variabili numeriche, coinvolgono altre aree; di conseguenza il tutto va gestito in un’ottica di interdipendenza reciproca.

Nel finale è fondamentale elaborare una parte descrittiva del business plan, che permette di sintetizzare in forma scritta tutti i numeri, gli indici e le previsioni economiche fatte; il piano prenderà cosi forma scritta e sarà fruibile più facilmente.

Una volta elaborate con il business plan tutte queste informazioni, l’imprenditore può iniziare a fare le sue valutazioni, impostare le strategie e fare le scelte operative:

• logistiche

• produttive

• organizzative

• comunicazione e marketing.


Così, si ha a disposizione uno strumento veramente efficace che non si limita a dirci quanto un progetto rende o quanto sia costoso, ma ci permette di avere una panoramica sullo stato attuale e futuro delle idee che le aziende vogliono mettere in atto.

Nuovo regime forfettario. Opportunità o trappola?

L'introduzione dei nuovi limiti e condizioni di accesso per il regime forfettario (introdotto inizialmente con la L.190/2014 e modificato con la L. 145/2018) ha permesso a molti soggetti di intravedere un'opportunità per intraprendere nuove attività imprenditoriali e dare vita a quel tessuto sociale della nostra società, spesso motore di crescita per il paese.

Le agevolazioni previste per "gli operatori economici di ridotte dimensioni" non sono da poco:

- Semplificazioni ai fini Iva

- Ridotta e unica tassazione forfettaria sui redditi prodotti

- Esonero da molti adempimenti

Il testo normativo ha permesso anche a chi già intraprende delle attività imprenditoriali sotto altre forme di poter accedere a tale regime, ampliando quindi la platea dei possibili beneficiari.

Sono però stati posti alcuni paletti per l'accesso e la permanenza in tale regime; il rischio infatti che alcuni soggetti possano usufruire di questi vantaggi per "cambiare d'abito" a redditi e rapporti di lavoro è alto.

Ma c'è da considerare che per alcuni può rivelarsi una scelta che rischia di "soffocare" le loro attività imprenditoriali.

Per saperne di più e capire se questo regime possa essere adeguato a te ed alla tua attività, puoi contattarmi per risolvere tutti i tuoi dubbi, ottenendo una consulenza completa che consideri anche gli aspetti previdenziali e burocratici per non lasciare nulla al caso.

Quale dichiarazione?

Siamo giunti a quel momento (ahimè spesso infelice) dell'anno in cui si iniziano a preparare i documenti per la dichiarazione dei redditi in un misto tra preoccupazione e rassegnazione, quasi fosse una sceneggiatura fantozziana.

Come ogni anno l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione due modelli per le persone fisiche: il 730 e l'Unico (oramai modello PF).

Per molti non c'e bisogno di scegliere, per altri che hanno più voci di entrate a volte la scelta è dubbia, per questo posso aiutarti a capire quale sia il modello adatto alla tua situazione, per non commettere errori.

Ti propongo uno strumento utile e semplice per dissipare i dubbi e per capire quale sia la scelta adatta ed avere diritto ad uno sconto del 20% dai prezzi che trovi su questo sito. E' un questionario veloce, non ti porterà via molto tempo e ci permetterà di essere più efficienti. Lo trovi qui a sinistra, cliccaci sopra e ti si aprirà in un'altra pagina, se non dovesse funzionare, clicca qui: https://forms.gle/RP6JNb74zDDwR4uY7

Per qualunque dubbio contattami senza problemi!

Aprire una società...cosa ti aspetta realmente?